Nell’estate del 1963 io mi innamorai e mio padre morì annegato.
In una singola frase è il sunto di un libro, l’incipit.
Michael, 15 anni, un cane ed una famiglia come tante, si innamora di Zina, 20 anni, un cane ed una madre attraente. Lei, fotografa con un forte potenziale, lo seduce con disinvolta naturalezza, con un linguaggio del corpo che appare fresco e denso di femminilità al contempo.
A disturbare Michael c’è Melissa, ragazzina amante della poesia, amica di famiglia e di lui innamorata da tempo.
La responsabilità incomincia nei sogni.
Tutti i protagonisti rincorrono amori impossibili o improbabili. Sognano e si feriscono. Soffrono e si inseguono, questo fino al tragico epilogo che porterà ogni tassello ad una piatta e comoda normalità.
Cit. 1, pag. 56
“Cosa faresti se ti dicessi che ti amo?”
“Beh, Misha, ma io non sono un uomo. Una donna deve amare un uomo prima di fare l’amore con lui. Questo è il suo sacro impegno.”
“Beh, io ti amo”
“Forse sì e forse no. Ti metterò alla prova”
[...]
“Ti bacerò sugli occhi, ma tu devi tenerli aperti”
“Mi bacerai proprio sugli occhi?”
“Sì, e se non riesci a tenerli aperti vuol dire che non mi ami.”
“Posso farcela”
[...]
Mi sfiorò un occhio con la punta della lingua. Poi me li lasciò chiudere per un attimo. Poi sfiorò l’altro occhio. Le lacrime mi scesero sul viso.
“Stai piangendo veramente” disse
“Perché ti amo veramente” dissi io.
Cit. 2, pag. 111
“[...] Tu pensi ancora che nell’amore ci sia del peccato. E se senti che c’è, allora c’è davvero. Inoltre pensi che Zina sia già andata a letto con altri uomini, e tu non vuoi essere come gli altri. Tu sei diverso, il tuo amore è diverso… “
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