Dopo aver letto questa pagina della Spora sono corsa dalla ginecologa. Ovviamente ho scoperto di avere l’HPV. Già lo avevo avuto. Già era andato via. Non so se sia un caso recidivo. Tuttavia mi è preso un colpo… ho pensato di avere un tumore… anzi, poiché erano ben 6 anni che non facevo controlli, ero praticamente certa di averlo!
In pratica ho dovuto fare analisi per controllare se lo avessi (e ovviamente lo avevo e ad alto rischio) e, dopo, altre analisi per capire cosa avesse combinato. Ora va eliminato in qualche modo (quale lo scoprirò domani). I tempi della sanità non aiutano a star sereni, infatti sono passati mesi tra quando ho scoperto di averlo e quando ho saputo che non aveva provocato particolari casini. Se non fossi stata tanto tempo senza andare a fare una visita di controllo, probabilmente non mi sarebbero venute le paturnie (giusto per usare un eufemismo perché, per come sono coraggiosa io, ho passato diverse notti in bianco).
Se per caso stai leggendo non fare cazzate, fai il pap test ogni anno. Magari cerca una ginecologa che possa seguirti anche in ospedale, di sicuro vedere un volto “amico” aiuta (in passato ho avuto tante brutte esperienze in merito… ma ora che ho trovato la mia non la lascio più!).
Post-it: pap test una volta all’anno!
Nostalgia del Giappone. Sì, la ho anche io
Ispirazione: FriendFeed, qualche foto che ho ancora qui e la nostalgia.
Non sono mai riuscita a fare un vero e proprio resoconto della mia vacanza in Giappone. A distanza di tempo non credo di aver ancora macinato abbastanza idee e sentimenti. Quello che ancora mi accompagna, è un senso di nostalgia e, contemporaneamente, di pace interiore. E’ stata un’esperienza indimenticabile, che avremmo voluto ripete quest’anno, dedicando più tempo ad una città che purtroppo abbiamo visto poco: Kyoto. Ma il caso ha voluto che non riuscissimo a combinare le ferie a dovere.
Circa la nostalgia che genera il Giappone ero stata ben avvertita. “Se ci vai una volta, vorrai tornarci sempre!”. Mai sottovalutare certe affermazioni. Non è detto che valgano per tutti… ma averne abbastanza della cafonaggine dilagante nel nostro paese aiuta di sicuro. Io, poi ho un po’ di predisposizione a certi mali: sono tornata a Londra, sono tornata a Parigi, mi piace girare per Nizza e non mi stancherei mai di andarci. Ma il Giappone… è ancora un’altra cosa. I bambini sono bravi in fila e quando ti vedono si inchinano. I giovani ti guardano incuriositi e si fanno qualche risatina. Gli adulti, se ti guardano, lo fanno con la coda dell’occhio. In ogni piccola cosa c’è poesia.
I lavori in corso lungo le strade sono perfino simpatici!

Certe piante sono talmente grandi… che con una foglia ti potresti coprire!

C’è una Tour Eiffel che non è una Tour Eiffel

In Giappone torniamo bambini, torniamo a stupirci, a sentirci piccoli (e com’è verificabile, io ho semplicemente continuato a sentirmi scema).

In Giappone bisogna tornarci. Perché prima o poi bisogna trovare le parole per spiegare tutti i sentimenti contrastanti che questa terra lontana ci inculca.
HIP HOP: cinturino fragile!

Il mio amato Hip Hop, acquistato il 23 giugno, s’è rotto il 18 luglio dopo nemmeno un mese di utilizzo. Attenzione, non si è rotto l’orologio in sé ma il suo cinturino, in particolare il cazzillo a T della chiusura. Non tolgo quasi mai l’orologio, perché mi dà molto fastidio sentire il braccio “nudo”, per cui quante voltre avrà fatto click-clack, cinque? Complimenti!
Sono andata a leggere la garanzia (e d’ora in poi la leggerò sempre prima di effettuare i miei acquisti!) e ovviamente i cinturini restano esclusi. Altre cosa angosciante. L’orologio resiste all’acqua… ma consigliano di non tuffarsi perché la pressione potrebbe danneggiarlo.
Mi spiace davvero tanto per la brutta riuscita di questo orologio, ci tenevo molto e mi piaceva. Credevo di poterne fare un utilizzo per lo più spensierato ed ora ho il terrore solo a toglierlo.
Sono molto contrariata… anche perché il ricambio è costato 7,90 euro, ma una seconda possibilità dovevo dargliela (poi mi metterò a fare dei cinghini elasticizzati all’uncinetto).
SportLem [aziende]
Sono anni che faccio acquisti su internet. Sono convinta che si facciano degli affari, basta essere un minimo oculati e poi, sì, ci vuole anche culo.
Con ‘sto caldo malefico non riesco ad andare in palestra. Non riesco neppure a fare delle sane camminate in pausa pranzo (e infatti se ho il tempo di fare un giro mi chiudo in libreria o in posti con l’aria condizionata). Così ho deciso di prendere una cyclette per fare un po’ di esercizio a casa. Non ho la fissa per lo sport, mi piace fare un minimo di moto perché sono convinta che aiuti a gestire lo stress.
Sul sito di SportLem ho trovato in promozione la cyclette che avevo scelto, la Atala Lyge XCL 180. Si tratta di un modello richiudibile, adatto ai 50mq che mi ospitano! Non avevo mai letto di SportLem, per cui ho voluto verificare qualche dettaglio con il loro servizio clienti (tempi di spedizione/consegna). Be’, devo dire che è stato un vero piacere: risposte date in tempi sempre ragionevoli e tempi di spedizione da record.
Venerdì mattina ho provveduto al pagamento online tramite paypal, ho ricevuto una telefonata che mi avvertiva dell’avvenuta ricezione del pagamento e un’email con il numero della spedizione. Lunedì mattina la cyclette era già arrivata. Il pacco era un pochino acciaccato (per lavoro ricevo circa 4 pacchi al giorno e so bene come vengano maneggiati dai corrieri), tuttavia la mia cyclette era perfettamente funzionante e presentava solo una piccola falletta sul sellino, lateralmente, dovuta al trasporto (niente di grave, se non me l’avessero fatto notare non l’avrei neppure visto).
Ho voluto parlare di SportLem perché la mia esperienza è stata molto positiva. E’ un ottimo esempio di azienda che funziona e che comunica con i suoi clienti con trasparenza e professionalità.
Vita bassa e tacchi a spillo – Polly Williams
Una lettura poco impegnativa, per trovare sfogo e leggerezza almeno nei libri.
Amy ha 31 anni, ha una bimba di pochi mesi e non si cura ormai da parecchio tempo. Ha un compagno di nome Joe Costello, col quale ha sicuramente avuto momenti migliori. Un giorno riceve un sms e si presenta ad un appuntamento, poi riceve un nuovo sms di disdetta quando ormai è troppo tardi: lei è già lì e vede tutto.
L’aridità di cui Amy s’è circondata trova la massima espressione nelle frequentazioni: neomamme della Londra bene e neomamme figadilegno. In un mondo confuso, con un gran bisogno di riscatto fisico e morale, Amy cercherà di ritrovare se stessa ma riuscirà solo a scimmiottare un’amica, il suo contrario, quella che ostenta sicurezza ed irradia di bellezza tutto ciò che la circonda, salvo poi scoprire che fonte di tale luce erano le pastiglie di prozac.
Sul punto di perdere tutto, Amy dovrà lottare vivamente per ricostruire la sua indipendenza e per ritrovare Joe, l’uomo della sua vita.
Ho letto che l’autrice ha scritto pagine più felici, ma questa è un’opera prima, quindi voglio giudicarla per quello che è. Avevo bisogno di leggere un libro così. Così coinvolgente nel modo più femminile e irrazionale possibile. Un libro inutile che mi ha distratto a dovere. Visto il periodo, ne seguiranno sicuramente altri, magari in inglese in modo da unire l’utile al dilettevole.
Vita bassa e tacchi a spillo
Listino: € 11,00
Editore: Piemme
Collana: Bestseller
Data uscita: 22/04/2008
Pagine: 411
EAN: 9788838499487
The Big Bang Theory
Sono quasi alla fine della seconda stagione di The Big Bang Theory, spassosissima! All’inizio guardarla in inglese mi vedeva costretta a mettere i sottotitoli perché spesso si nerdizza su cose che ignoro. Ora, tolte quelle cose che comunque ignoro, mi suona decisamente più comprensibile, probabilmente perché mi sono familiari le voci.
E’ raro che una sitcom mi prenda così. In genere riesco a sopportare al massimo due puntate di fila… più che altro trovo fastidiosissime le risate di sottofondo, ma in questo caso si può chiudere un occhio!