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Perché mi sono innamorata di Lisbona, la città degli azulejos e del fado

A più di una settimana di distanza, continuo a ripensare ai giorni trascorsi in Portogallo, faticosissimi dal punto di vista fisico, ma emotivamente leggeri e spensierati. I portoghesi mi sono sembrati un po’ introversi e scostanti, mentre Lisbona e le sue stradine colorate mi sono apparse subito così familiari da credere di essere già stata lì. Chissà quanti altri luoghi ci ho rivisto dentro.

La prima impressione è quella di una città dall’aspetto apparentemente arretrato, che conserva fortemente le sue tradizioni e che ha saputo trasformare il suo fascino decadente in una vera attrazione per i turisti, che negli ultimi anni si riversano in questa capitale cosmopolita con la voglia di perdersi tra i suoi quartieri pittoreschi.

Perché guardare Tredici anche se non sei più adolescente

Sono a metà della visione di Tredici (o 13ReasonWhy), il nuovo teen drama che Netflix ha pubblicato il week end scorso e riesco solo a pensare che, grazie a Dio, non sono più adolescente. Ciò non mi esime dal voler immergermi in questo thriller psicologico ben scritto e realizzato, con una colonna sonora che appartiene più alla mia generazione (Joy Division, The Cure, Woodkid) che ai duemila che si vedono sullo schermo.

Real Time e San Valentino: una campagna marketing contorta e poco convincente

Il giorno prima di San Valentino, il team creativo di Real Time ha diffuso una campagna pubblicitaria che inizialmente non è stata compresa, salvo poi rivelarsi – a mio avviso – un fail clamoroso. Tutto comincia con la pubblicazione su giornali cartacei e social network di un manifesto in cui vi è un palese errore grammaticale. L’aggiunta dell’apostrofo alla parola, di genere maschile, amore.

Il famigerato “popolo del web”

Su Tumblr un blog dedicato alle color palette di film e serie tv

Il blog su Tumblr Movies in Color è pura pornografia per grafici, web designer e amanti della fotografia. L’ideatore di questo progetto racconta, sul suo sito, di aver avuto quest’idea mentre guardava Skyfall. Era stato attratto, infatti, dall’utilizzo del colore che compone le immagini più che dalla trama stessa del film. Ha cominciato, quindi, a realizzare le prime color palette, proprio su questo film, per poi estendere ad altri esempi il suo esercizio di pura estetica.

Memento (Christopher Nolan, 2000)

Nasce così il blog Movies In Color su Tumblr, che raccoglie centinaia di richieste di fan che vorrebbero vedere realizzata la color palette del proprio film preferito. 

Caterina Balivo e il tweet del medioevo su Diletta Leotta

In questi ultimi tempi si fa un gran parlare di femminicidio, violenza sulle donne, stalking, cyberbullismo. Quest’ultimo, in particolare, sembra essere un fenomeno ancora sconosciuto ai più, gli stessi che ragionano forse come se fossero dentro un episodio di Stranger things, dove internet è il sottosopra.

Eh no, cari miei, troppo facile e minimizzante pensarla così. Non tutto quello che si legge su internet corrisponde alla realtà, è vero, ma non è nemmeno un mondo immaginario in cui puoi fare quello che vuoi: ciò che viene scritto sulle pagine del web ci resta per sempre, per questa ragione occorre fare molta attenzione.

4 illustratrici che ho scoperto su Instagram

Chi mi conosce sa che vado pazza per le illustrazioni, specie quando queste raffigurano il corpo femminile. Per questo mi capita spesso di ricevere segnalazioni su profili interessanti da seguire su Instagram o di perdermi nella sezione Esplora, alla ricerca di nuovi talenti. Ve ne presento qualcuno, di cui so poco, ma i cui disegni parlano da soli: 

@momusso: all’anagrafe Martina Lorusso, grafica e illustratrice, anzi illustronauta come lei stessa si definisce. Tra i tanti disegni che popolano il suo account Instagram spiccano quelli che fanno parte del «Vocabolario Sentimentale», un progetto pensato per regalare un’emozione illustrata, giocando con le parole.

La musica che ho ascoltato nell’ultimo mese

In queste settimane ho fatto incetta di musica come non succedeva da mesi, visto che negli ultimi tempi ero stata risucchiata da troppe serie tv. Ho ascoltato a ripetizione un paio di album nuovi con cui sono andata in fissa e, dato che per me febbraio non è il mese dell’amore e di San Valentino, ma quello della musica e di Sanremo, prevedo di trascorrere così anche i prossimi giorni.

Gennaio è partito alla grande con il nuovo album dei Baustelle, uno dei miei gruppi italiani favoriti di sempre.

Età dell’oro: il mondo del lavoro mal pagato di creativi e freelance

Ho trascorso parte del mio tempo recente aggiornando compulsivamente la home banking, in attesa di bonifici che sembravano svaniti nel nulla; poi, sono arrivati. Per un po’ sei felice di avere quello che ti spetta, ma dura poco perché ti rendi conto che ogni lavoro/collaborazione/progetto si trasforma in una lotta e vorresti sputare in faccia a quelli che accusano i giovani di avere una mentalità vecchia e stantìa perché il posto fisso risolverebbe (almeno in parte) questa gran faticaccia.

Quello che ho amato e odiato di Gilmore Girls – Il revival

Ci siamo. Il 25 novembre 2016 è arrivato e con lui i 4 nuovi episodi di Una mamma per amica (Gilmore girls – A year in the Life), l’evento più atteso dell’anno. Essendo abituata alla bipolarità di sceneggiatrici come Marlene King, ho cercato di tenere basse le mie aspettative su questo gran ritorno per non restarne delusa. L’emozione c’era, ma anche gli occhi per vedere Lorelai gonfia di botulino, Luke con i capelli trapiantati e soffrire l’assenza di Richard (l’attore Edward Herrmann, che interpretava nonno Gilmore, è scomparso nel 2014).

5 account da seguire su Snapchat e perché

Nonostante Instagram Stories provi a essere la sua copia spudorata, è ancora Snapchat il social più di tendenza tra blogger e influencer: quello in cui si privilegia la parola e il mostrarsi (quasi) totalmente acqua e sapone. Mentre, infatti, il primo è un insieme di foto non pubblicabili per non compromettere l’armonia cromatica della gallery (giuro di aver letto questa motivazione) e/o video muti, il secondo funziona proprio perché si racconta il “dietro le quinte” della vita di qualsiasi persona utilizzi i social per lavoro o per diletto, con l’intento comunque di costruire la propria personale community.