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Autunno in Sicilia: il borgo marinaro di Marzamemi

Vi racconto di una domenica di sole in pieno autunno, che non ha niente da invidiare all’estate appena lasciata alle spalle.

In Sicilia, ogni anno è sempre la stessa storia: ci si lamenta di non poter fare il cambio di stagione, di trovare l’auto con una temperatura interna di 3000 gradi Fahrenheit a metà ottobre, di non poter bere cioccolata calda e guardare alla finestra la pioggia che cade. In una vita passata, però, io devo essere stata certamente una lucertola: trascorrere anche dieci minuti al sole ogni giorno è una ricarica naturale a cui non so rinunciare.

Se, come me, preferite godervi la domenica senza trascorrerla in attesa che subentri l’ansia del lunedì, la gita fuori porta è la soluzione ideale. Ho scelto di andare a Marzamemi, un borgo in provincia di Siracusa situato tra Pachino e Portopalo di Capo Passero, perché in estate è un luogo quasi inaccessibile a causa della mole di gente che si riversa in questo piccolo luogo di mare, mentre d’inverno si riempie di un silenzio affascinante e rilassante.
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Immancabile la sosta nella piazza principale, piazza Margherita, che brulica di ristoranti e locali dove fermarsi per un pranzo a base di pesce e altre specialità sicule. Sono andata alla scoperta di Liccamùciula, che oltre a essere un affascinante bistrot, è libreria, vineria, bar e negozio di souvenir e prodotti tipici siciliani. Ho scoperto che liccamùciula significa, nell’antico dialetto di Marzamemi, bambina golosa, ma per estensione è diventato sinonimo di chi è amante delle cose buone e belle della vita.  Qui ho assaggiato un Sicilian cheesecake di una bontà unica:  il tradizionale dolce americano viene rivisitato, utilizzando materie prime siciliane come la ricotta, l’uva passa, le mandorle di Avola e le scaglie di cioccolato.

I prodotti del menu, inoltre, possono essere acquistati nel negozio all’interno, insieme ai vostri libri preferiti, selezionati dalla direzione – come recita un cartello – per curare alcuni disturbi dell’anima, come ansia e depressione.

Dirigendosi verso il porticciolo del borgo marinaro, è possibile scegliere una delle barchette guidate dai pescatori per fare un breve giro della costa e perdersi nell’azzurro del mare. Una volta riempiti gli occhi e lo stomaco, da qui si potrebbe pensare di trascorrere la serata nella vicina Noto, come ho fatto io, ma questa è un’altra storia.
Le parole d’ordine sono: bellezza, relax e tantissimo azzurro!

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Uno scorcio di piazza Margherita

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Sicilian cheesecake

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Io che mi sparo le pose da fashion blogger

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Per tutte le altre foto, potete andare qui.