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Masterchef Italia 4, la rivincita dei quarantenni

Striscia la notizia ci ha provato in tutti i modi a rovinare la finale di Masterchef Italia 4, prima rivelando in anticipo – nella serata di martedì – la classifica finale e il nome del vincitore, poi, insinuando il dubbio che Nicolò Prati, il concorrente 21enne quotatissimo per la vittoria, avesse lavorato nel ristorante dello chef stellato Claudio Sadler, violando di fatto il regolamento che vuole cuochi amatoriali senza alcuna esperienza lavorativa pregressa.

Nonostante la cattiveria gratuita di Antonio Ricci e compagnia bella, noi appassionati del miglior cooking show attualmente prodotto e trasmesso dalla televisione italiana, abbiamo seguito ugualmente la finale, sebbene la suspance data dal montaggio fosse piuttosto inutile, conoscendo già l’epilogo. Per questa ragione credo che maledirò a vita il Gabibbo, anche se a giudicare da quello che ha dichiarato questa mattina il vice Presidente di Sky Programming, Andrea Scrosati, in quanto ad ascolti gliel’hanno messa in quel posto.

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Tornando al vincitore, quest’anno la scelta è stata davvero ardua. Da un parte Amelia Falco, terza classificata, l’unica donna sopravvissuta in finale e l’unica a non averne mai sbagliato una. Brava, precisa, forse troppo lineare per suscitare la curiosità di Cracco &co. Dall’altra Nicolò Prati, ventenne milanese di origini piacentine, che a mio parere ha passato troppo tempo a vantarsi della sua giovane età e della sua freschezza, risultando arrogante e poco umile.

Masterchef

A spuntarla è Stefano Callegaro, agente immobiliare veneto di 43 anni, cuoco appassionato ed emotivo, insoddisfatto della vita che fa. Stefano non perde occasione per ribadire quanto Masterchef sia importante per lui e rappresenti l’occasione di una vita per cambiare rotta, abbandonando ciò che non lo rende felice, seppur a quarant’anni.

È per questo che ho tifato per lui sin dall’inizio: nonostante questi talent siano colmi di frasi fatte e banalità; nonostante sia triste vedere come oggi la Tv sia diventata per alcuni l’unica possibilità di riscatto, io ho visto nei suoi occhi la sincerità e la sensibilità di chi non ha mai avuto aiuti, ma non per questo si è arreso.

Insomma, Nicolò ha tutta la vita davanti per fare lo stagista!

Stefano Callegaro