L’aeroporto di Malaga è relativamente vicino al centro della città. Il viaggio in autobus (€1.10, linea 19, capolinea all’uscita e biglietto a bordo senza sovrapprezzo) dura circa 30-40 minuti (lungo il percorso, il mezzo effettua una sosta di un paio di minuti alla stazione centrale dei treni, non so se sia una prassi ma è accaduto sia all’andata che al ritorno quindi probabilmente è così). Cliccate qui per l’orario e qui per il percorso.

All’arrivo, con mio sommo stupore, non c’è stato alcun controllo documenti. Tutti passavano tranquilli e si avviano verso l’uscita.
Trovare la fermata dell’autobus è decisamente intuitivo (infatti è tutto estremamente ben indicato).
Voglio scrivere questo post, ci tengo a sottolinearlo, perché al ritorno ho avuto qualche spiacevole sorpresa.
Intanto, se pensate di effettuare il check-in online, probabilmente non troverete l’indicazione verso i gate (io ero stanca e rincoglionita, lo ammetto). Sono rimasta un po’ ad osservare, pareva fosse obbligatorio fare la fila per il check-in… così ho provato a passare da un check-in chiuso, nessuno mi ha fucilato… e quindi ho proseguito verso il controllo bagagli a mano. Una volta lì occorre levare, oltre alle classiche cose, anche le scarpe (in Italia non l’ho mai dovuto fare… e anche all’estero mi pare di averlo fatto solo a Londra). Il personale non mi è parso molto gentile (e dopo giorni di sorrisi è stato decisamente strano).
Passato il controllo ho fatto un giro nel duty free. Se viaggiate con bagaglio a mano non avrete grosse alternative, ma se avete una valigia da mettere in stiva comprate le sigarette in città, idem per i profumi e per il vino, altrimenti la convenienza diventerà minima e dovrete per forza selezionare tra le cose in offerta. Io ho acquistato un profumo risparmiando 11 euro rispetto all’Italia e 4 euro rispetto alle profumerie del centro storico (ma se non fosse stato in offerta l’avrei pagato 5 euro in più). Una stecca di Malboro costa 4 euro in più rispetto al centro e 4 euro in meno rispetto all’Italia. Il vino non l’ho neppure guardato perché purtroppo mi aspettava un viaggio lungo e, considerata la mia sbadataggine, ho voluto evitare di tornare con dei cocci.
E ora veniamo al cibo. Se potete, mangiate prima. A conti fatti conviene di più uno spuntino su un qualsiasi volo low cost. C’è un ristorante self service. Per un piattino di insalata mista ed uno di insalata di riso più una bottiglietta di acqua ho visto spendere 15 euro. Io ho preso una brioches salata (decente), un biscotto con goccie di cioccolato (grasso all’inverosimile, l’ho mangiato solo perché costava quanto un pacco di macine) e una bottiglietta d’acqua per la non modica cifra di 8 euro e 35 centesimi (con gli stessi soldi, in città, avrei mangiato tapas fino a star male bevendo una birretta).
Più avanti c’era un baretto che vendeva panini tristissimi a cira 6 euro. No comment.
L’unica cosa veramente positiva che ho notato è il servizio di assistenza per persone con problemi motori. Pare sia gratuito e da quello che ho visto è decisamente efficiente (gli impiegati erano molti e comunicavano con il banco centrale attraverso una cuffietta “Ambra”).


