Dopo due anni mi sono iscritta nuovamente in palestra. Ne ho trovata una decisamente economica abbastanza vicina all’ufficio, che mi permette quindi di andarci in pausa pranzo per scaricare i nervi, fare una bella docciona, rientrare mezza morta e molto rilassata. Lo sforzo fisico è una manna. Dovevo vincere la mia pigrizia e la mia scarsissima voglia di condividere lo spogliatoio con gli sconosciuti (anni ed anni di pallavolo non sono serviti proprio a niente!).

Si capisce subito che il proprietario è un uomo. C’è una sala macchine isotoniche+pesi da far spavento… e solo un angolino per macchine per movimento aerobico. Tuttavia, la mia collega ed io ci siamo studiate il barbatrucco scambiamoci di posto io e te… in modo da garantirci 20 minuti di cyclette e 20 di aerocoso (uno molto simile a quello nella foto, non so come si chiami!).
Nonostante non mi sembri una palestra di superfighi (per fortuna), noto che la donna media stenta a smentirsi: suda col completino pantalone strizzatutto e canotta guardachezinne.
Per ora sono molto propositiva e lanciata. Vedremo come andrà domani con l’indolenzimento muscolare ad insorgenza ritardata! Conto di incrociare presto l’ennesima sessantenne che mi dà merda sulla resistenza (è una costante che mi ha fatto abbandonare più volte sia la palestra che la piscina per uno strano senso di rassegnazione… che poi basterebbe smettere di fumare, ma questo è un altro discorso.).
L’acquisto di questo libro me lo trascino dietro dal periodo di Natale, quando sono entrata alla Feltrinelli per un paio di regali e l’ho notato lì, entrando, subito a sinistra. Poi mi è passato di mente (anche perché sotto l’albero ci sono finiti 12 libri e ho una pila di saggi da leggere). L’ho rivisto mentre cercavo un libro di Augias e l’incontro è calzato a pennello in quanto, con un’amica, avevamo deciso di vederci per fare qualcosa di diverso dal solito aperitivo… così oggi dovrò trovare il tempo di andarmene a procacciare una copia.
Questa città di vecchietti si munirà, con il resto della Liguria di
A Genova il presepe viene fatto l’8 Dicembre, così vuole la tradizione. Tutti gli anni le famiglie rispolverano dalle cantine l’albero e le statuine e addobbano secondo il proprio personalissimo gusto la casa, i balconi, le finestre e la porta d’ingresso.