Tornare in palestra…

Dopo due anni mi sono iscritta nuovamente in palestra. Ne ho trovata una decisamente economica abbastanza vicina all’ufficio, che mi permette quindi di andarci in pausa pranzo per scaricare i nervi, fare una bella docciona, rientrare mezza morta e molto rilassata. Lo sforzo fisico è una manna.  Dovevo vincere la mia pigrizia e la mia scarsissima voglia di condividere lo spogliatoio con gli sconosciuti (anni ed anni di pallavolo non sono serviti proprio a niente!).

questa non è la mia palestra!!!!!!!

Si capisce subito che il proprietario è un uomo. C’è una sala macchine isotoniche+pesi da far spavento… e solo un angolino per macchine per movimento aerobico. Tuttavia, la mia collega ed io ci siamo studiate il barbatrucco scambiamoci di posto io e te… in modo da garantirci 20 minuti di cyclette e 20 di aerocoso (uno molto simile a quello nella foto, non so come si chiami!).
Nonostante non mi sembri una palestra di superfighi (per fortuna), noto che la donna media stenta a smentirsi: suda col completino pantalone strizzatutto e canotta guardachezinne.

Per ora sono molto propositiva e lanciata. Vedremo come andrà domani con l’indolenzimento muscolare ad insorgenza ritardata! Conto di incrociare presto l’ennesima sessantenne che mi dà merda sulla resistenza (è una costante che mi ha fatto abbandonare più volte sia la palestra che la piscina per uno strano senso di rassegnazione… che poi basterebbe smettere di fumare, ma questo è un altro discorso.).

Piove

Piove. Ovviamente non ho l’ombrello. Cuffie e Sakamoto. Corso Podestà è abbastanza buio per farmi sentire in Giappone.

E un po’ di Forbidden Colours che non fa male.

101 cose da fare a Genova almeno una volta nella vita

L’acquisto di questo libro me lo trascino dietro dal periodo di Natale, quando sono entrata alla Feltrinelli per un paio di regali e l’ho notato lì, entrando, subito a sinistra. Poi mi è passato di mente (anche perché sotto l’albero ci sono finiti 12 libri e ho una pila di saggi da leggere). L’ho rivisto mentre cercavo un libro di Augias e l’incontro è calzato a pennello in quanto, con un’amica, avevamo deciso di vederci per fare qualcosa di diverso dal solito aperitivo… così oggi dovrò trovare il tempo di andarmene a procacciare una copia.
Per curiosità, sono andata a leggere qualche informazione sul sito della casa editrice e ho trovato un piccolo elenco di cose:
- Passeggiare per via del Campo ricordando De André
(X) Questo l’ho fatto parecchie volte.
- Salire (quasi) in paradiso con l’ascensore di Castelletto
(X) Quando non sono motorizzata… ma prima scendo all’inferno per andare in ufficio… tuttavia quei colori mi accompagnano in un sospiro di sollievo tutta la giornata.
- Pattinare… sul mare
(-) Manca, ma inchiappata come sono non è una delle mie massime aspirazioni
- Inerpicarsi su una ripida crêuza de mä
(-) Fumo… potrei morire a metà salita.
- Doppiare Capo Horn senza muoversi da Genova
(-) Manca
- Sentirsi giovani in piazza delle Erbe
(X) Da quando ho superato i 25 in piazza delle Erbe riesco solo a sentirmi vecchia.
- Mettere in pratica l’antica arte del mugugno
(-) Belìn, in questo sono fin troppo brava…
- Scoprire dov’è nato il gioco del Lotto a palazzo Ducale
(-) Manca
- Fare ginnastica nella palestra della matematica
(-) Stendiamo un velo pietoso
- Rivivere l’infanzia di Cristoforo Colombo
(X) Credo di aver fatto una cosa del genere a 12 anni.
- Giurare amore eterno (con le dita incrociate) al Righi
(X) Però non vale, nessuno mi aveva detto di incrociare le dita.

Speriamo sia carino, è da quando mi sono trasferita in centro che muoio dalla voglia di immergermi in questa città… ma per ora non ho voluto trovare il tempo per farlo. E’ arrivato il momento.

Genova sotto la neve

Dall’ora di pranzo nevica. Scendevano pallini di neve ghiacciata che si sono subito fermati creando un bellissimo tappeto. Il problema è che questa città tutte le volte si trasforma in un autentico casino.
Spero di riuscire a tornare a casa… ma mi piace l’idea di camminare al freddo sentendo i rumori ovattati, quei rumori alterati che solo questi bianchi fiocchi riescono a creare.
In realtà sto pensando che fuori debba fare un freddo porco. Resterei in ufficio a dormire, ma la spalaneve fa un casino angosciante. Teletrasporto?

Genova come Londra e Parigi: Belt

AMT-GenovaQuesta città di vecchietti si munirà, con il resto della Liguria di una carta per i trasporti. Sì, una di quelle carte tipo bancomat, con nome, cognome e faccia dell’utente stampati sopra… Ma ve li immaginate i mugugni che partiranno da febbraio 2010? Eh sì, perché gli abbonati annuali che rinnoveranno a partire da febbraio si troveranno nelle mani questo simpatico futuristico (per noi, che alla tecnologia non siamo poi molto avvezzi) oggetto.
Prima o poi dovremo farci tutti il callo, perché da non si sa bene quando nel 2011… anche i biglietti spariranno per cedere il passo alla card. Cari miei, forse è finita l’era dell’autobus a scrocco per i furbetti e devo dire che era ora!!!
Mi spiace solo per tutti gli anziani che dovranno loro malgrado scendere a compromessi, anche quelli che io il bancomat non so cosa sia.
Il servizio si chiama Belt e sarà valido per pagare anche altri gingilli, come il car sharing e il bike sharing. Utile!

La tradizione del Presepe a Genova

genova-presepe-madonnettaA Genova il presepe viene fatto l’8 Dicembre, così vuole la tradizione. Tutti gli anni le famiglie rispolverano dalle cantine l’albero e le statuine e addobbano secondo il proprio personalissimo gusto la casa, i balconi, le finestre e la porta d’ingresso.
Negli ultimi anni le strade pullulano di luci e di vetrine ad hoc fin dai primissimi giorni di Novembre… e questo a mio avviso rovina un po’ l’intimo fascino della preparazione, anticipando decisamente troppo i tempi.
Per immergersi meglio nell’atmosfera, consiglio a tutti i concittadini, estendendo ai liguri e alle zone limitrofe, di andare a sbirciare questo ricco calendario.
Consiglio anche di andare a visitare il meraviglioso presepe del Santuario della Madonnetta (particolare in foto), sopra San Nicola, comodamente raggiungibile con la funicolare Zecca-Righi. Le sue statuine risalgono a 1700 e sono opera di artigiani (ma sarebbe meglio definirli artisti) tra i quali spicca il nome di Maragliano.