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Quello che ho amato e odiato di Gilmore Girls – Il revival

Ci siamo. Il 25 novembre 2016 è arrivato e con lui i 4 nuovi episodi di Una mamma per amica (Gilmore girls – A year in the Life), l’evento più atteso dell’anno. Essendo abituata alla bipolarità di sceneggiatrici come Marlene King, ho cercato di tenere basse le mie aspettative su questo gran ritorno per non restarne delusa. L’emozione c’era, ma anche gli occhi per vedere Lorelai gonfia di botulino, Luke con i capelli trapiantati e soffrire l’assenza di Richard (l’attore Edward Herrmann, che interpretava nonno Gilmore, è scomparso nel 2014).

Posso ritenermi piacevolmente soddisfatta, anche se accolgo il finale, immediatamente ribattezzato su Twitter con l’hashtag #lastfourwords, con una punta di malinconia. Non solo ho trovato le ragazze Gilmore in forma strepitosa senza sentire il peso dei 9 anni trascorsi, ma oltretutto penso che i cambiamenti epocali della nostra società siano stati inseriti nel contesto senza eccessive forzature. Fa certo impressione sentire parlare gli abitanti di Stars Hollow di app e social network, dopo averli lasciati – nel 2007 – in una realtà meno complicata.

Ho amato il fatto di aver ritrovato Rory in una situazione per niente perfetta: lei, che è sempre stata dipinta come la ragazza super intelligente, in grado di fare della propria vita ciò che voleva, è nella realtà una comune mortale come tutte noi, che ha a che fare con crisi esistenziali, disoccupazione, mancanza di soldi e progettualità. Il suo essere non compiuta ha permesso allo spettatore di vivere per tutti e quattro gli episodi in uno stato di apprensione per il suo futuro, rivendendo anche se stesso nella medesima incertezza (diciamocelo).

Ho provato moltissima tenerezza per Emily, uno dei miei personaggi preferiti di sempre, che nonostante la morte del marito non smette di essere pungente e sferzante. La perdita di una persona cara, però, è un tema che andava affrontato e che non è solo motivo di tristezza e malinconia, ma spunto per capire che non si può continuare a perdere tempo con frivolezze e roba di poca importanza. Il modo in cui è stato reso omaggio a Richard Gilmore, per tutta la durata del revival, è stato a dir poco toccante e commovente, credo non si potesse fare di meglio.

emily gilmore

Veniamo a Lorelai & Luke: li ritroviamo esattamente come li abbiamo lasciati, ma con un abbonamento Netflix in casa e il progetto (non tanto consapevole) di allargare la famiglia. Una scelta che, però, non mi trova d’accordo. Nove anni fa le nozze erano tutto ciò che un fan di Gilmore Girls sperava di vedere nel series finale, ma a distanza di tutto questo tempo, cosa vuoi che ce ne importi se la relazione non è ufficializzata? Francamente immaginavo fosse stato un passo già compiuto, mentre questa decisione instantanea sembra più uno sforzo per compiacere mamma Emily.

Prima di lasciarvi a un rapido schema di tutto ciò che ho amato e odiato di questo grande evento, devo specificare che sempre apparterrò al team Logan. Se avessi voglia di farmi un tatuaggio, procederei con In Omnia Paratus. Dio solo sa i brividi che mi sono venuti appena è stata citata questa frase. Bisogna, però, ammettere che Logan lo ritroviamo privo di spessore e di carattere, ingabbiato in quella vita che voleva sovvertire, con papà Huntzberger che vigila ancora sulle sue scelte.

Quindi, nonostante qui io scriva che non deve sorprendere se una donna sceglie la carriera anziché l’amore, una parte di me vedendo questa scena ha sempre pensato: RORY SEI CRETINAAA

Cose che ho amato:

  • le citazioni di telefilm amici
  • i capelli di Lorelai
  • Emily e il metodo Konmari
  • Christopher certamente ibernato nel 2007
  • il tributo a Richard Gilmore
  • la colonna sonora sempre uguale
  • i camei degli attori di Parenthood
  • la gang dei trentenni
  • la brigata della vita e della morte

Cose che ho odiato:

  • il dannato musical
  • le canzoni del dannato musical
  • il focus sui protagonisti del dannato musical
  • l’assenza della sigla di testa
  • la credibilità di Paris genitore di due pargoli

Le ultime righe sono riservate alle famose four last words, cioè “Mom, i’m pregnant”, che Rory pronuncia un secondo prima che il nero oscuri tutto e ci ricordi che stavolta è finita davvero. Quando hanno raggiunto le mie orecchie, la reazione è stata più o meno questa:

Poi ho metabolizzato un po’: anche se nel profondo del mio cuore vorrei lanciare un referendum per chiedere il revival del revival o Gilmore Girls AL CINEMA, devo ammettere che il cerchio è stato chiuso. Ho immediatamente letto sul web varie teorie secondo cui l’eterno ritorno di Nietzsche si è palesato tra gli abitanti di Stars Hollow; per cui, essendo Rory incinta, Logan sarebbe Christopher (l’uomo con cui non può stare), Jess il nuovo Luke (l’amico che continua ad amarla di nascosto) e Dean se la prende in quel posto.

Spiegazione ragionevole ma anche un po’ raccapricciante. Io, poi, sono tanto brava ad accettare quasi nulla, quindi urlo a gran voce: A QUANDO IL SEGUITO???