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I selfie di Vivian Maier

Sono venuta a conoscenza dell’esistenza di Vivian Maier un freddo pomeriggio di dicembre scorso, quando mi trovavo a Milano e un amico mi ha proposto di andare a visitare la mostra dedicata a lei, dicendomi soltanto «ti piacerà moltissimo».

Beh, aveva ragione. La mostra era stata allestita alla Fondazione Forma per la Fotografia e comprendeva 120 fotografie in bianco e nero, realizzate tra gli anni ’50 e ’60, e una selezione di immagini a colori scattate negli anni ’70. In più vi erano alcuni filmati in super 8. La cosa che mi ha conquistata – insieme agli scatti – è stata la storia e la figura di questa fotografa sconosciuta, che ha vissuto un’intera vita fotografando, senza che nessuno si accorgesse di questa sua sviscerata passione.

Io non me ne intendo, sia chiaro, ma mi piace guardare le fotografie e trovarci sempre un po’ di me. Quando questo accade, per me il battesimo è compiuto. Chi osserva gli scatti di Vivian Maier viene catturato dagli stessi particolari che quello sguardo ha cercato di mettere a fuoco. L’artista inconsapevole ha lavorato come bambinaia a New York e a Chicago, le due città dove ha vissuto, dopo aver trascorso l’infanzia in Francia.

Con una Rolleiflex perennemente in mano (come si può notare dai moltissimi self portraits che caratterizzano la sua opera),  la Maier è attratta dai dettagli e dalle imperfezioni della vita quotidiana, dalla gioia e dalla tristezza di bambini, anziani, amanti, innamorati. Nessuno si è mai reso conto della sua bravura e le sue fotografie non sono mai state esposte né pubblicate, mentre lei era in vita. Alcuni rullini non sono stati neanche sviluppati.

Nel 2007, una scatola, colma di negativi, fu acquistata a un’asta da John Maloof, che poco dopo si ritrovò in mano le opere di una sconosciuta che aveva fotografato per se stessa, per tutta la vita.

Mi sembra che, oggi, poter ammirare questo lavoro sia una grandissima fortuna. Tutte le altre foto sono qui.

 

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  • Lanù h

    Ciao! Poco tempo fa mi è capitato di vedere un documentario sulla vita e l’opera di Vivian Maier su Rai5 e mi aveva colpito moltissimo. Era una persona molto particolare, i suoi vicini di casa e “compaesani” la consideravano strana e un po’ matta… Nessuno immaginava il talento (e il tesoro) che celasse dietro la sua stravaganza! E per pura casualità, a distanza di tempo, mi è capitato di leggere questo tuo post! Strano eh? Complimenti per l’articolo e per il tuo blog! Un saluto!! :)

    • Ciao! Scusa per il ritardo nella risposta. Mi fa piacere che tu abbia trovato interessante il mio post, come hai scritto, la vita della Maier è davvero affascinante! :)