feb
8

Come e perché è cambiato il tempo

Mi riallaccio al post di Mitì, per soffermarmi sull’argomento in maniera personale e in un certo senso più ampia. Da quando ho iniziato a lavorare i miei blog hanno perso sicuramente fascino. Leggo meno, vivo di meno. E’ una triste realtà. Anche tenere aggiornato questo blog comporta qualche rinuncia… ma non riesco a fare a meno di raccontarmi, di condividere esperienze anche quando nessuno commenta. Era bello il blog da 300 accessi al giorno con tanti confronti, ma è anche bello un piccolo spazio nel quale specchiarsi.
Se rileggo i post e mi soffermo sulle date… mi ricordo di come ero nel momento in cui scrivevo e davvero mi sembra trascorso molto tempo. Se ripenso invece a cose che mi sono capitate in quel periodo, mi pare di averle appena vissute. Mi sembra per esempio di aver lasciato la casa dei miei genitori da poco, quando sono trascorsi più di tre anni.
Credo che questa incapacità di misurare il tempo in maniera oggettiva sia una caratteristica tipica dell’uomo, perché l’uomo si lascia trasportare dalle sensazioni e il tempo non può essere disgiunto da queste.
I social network sminuiscono in un certo senso il tempo, in quanto in pochi secondi si è in grado di fissare un momento… che nel contesto di una giornata può avere una forte rilevanza… e a distanza di giorni, di anni, quelle poche parole risultano come granellini di polvere sospesi nell’aria. Alcuni hanno un senso, altri restano legati all’esigenza di comunicazione che si aveva in quel momento… e per questo, forse, risultano lontani e poco palpabili. Il tempo siamo noi, diceva qualcuno :)
Ora che lavoro, il tempo mi sembra tutto troppo uguale. E vola, inesorabilmente vola. Per fortuna c’è questo piccolo spazio, nel quale riesco a intrappolare attimi.

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