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L’Italia e il pubblico decoro: Genova

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by Una novembre 10, 2010 in Società

Credo di stare meglio perche’ ho iniziato ad incavolarmi. Stavo cercando di riportarmi al passo con le notizie degli ultimi giorni e mi sono imbattuta in un provvedimento che interessa il fenomeno prostituzione a Genova:

“[...]Multe salate di 200 euro per i clienti e di 150 per le prostitute. [...] si vanno a punire le violazioni al pubblico decoro e tutti quegli atteggiamenti aggressivi e provocanti fra cliente e prostituta”. [fonte]

Ma perche’ non riapriamo i bordelli? Se facciamo un po’ di mente locale non sembriamo un Paese affezionato al pubblico decoro. Siamo piu’ quelli che nascondono lo sporco sotto ai tappeti… quindi tanto vale, questo sporco, nasconderlo in case apposite.
Avete idea di quanto ci costino ogni giorno le prostitute che vanno ad abortire nei nostri ospedali? E poi dicono che la sanita’ non ha soldi. Non ho niente contro il lavoro piu’ antico al mondo, vorrei solo che ci fosse meno perbenismo sterile. Lasciamo che, sotto casa degli altri, donne vengano picchiate e costrette a vendersi senza nessuna tutela, chissa’ in quali condizioni igieniche e di ignoranza. Facciamone invece una professione, prepariamo questa gente al sesso sicuro, mettiamola nelle condizioni di lavorare nella piena tutela della propria incolumita’ fisica. Facciamo in modo che paghino le tasse e si guadagnino l’assistenza medica alla quale ricorrono.
Ma no, preferiamo lasciare che queste cose accadano, magari lontano da casa nostra, lontano dagli occhi dei nostri figli, perche’ tanto quando ne trovano una morta ammazzata nessuno la vede come un essere umano. A volte capita. Era una prostituta. Se l’e’ cercata, no?
Ma tutte le vallette poco vestite o molto svestite che ci sono in TV non offendono il decoro? I loro atteggiamenti aggressivi e provocanti non sembrano disturbare neppure il moige. Forse perche’ non sono direttamente riconducibili a fatti di vita vera.
Quando ero bambina, dopo una cena in pizzeria con amici di famiglia, il padre di un’amica mi disse: “Quelle sono prostitute. Si vestono cosi’ perche’ fanno vedere quello che vendono. Si’, avranno sicuramente freddo ma qualcuno le obbliga a stare cosi’”. Be’ oggi mi viene da dire che siamo noi, col nostro perbenismo, a farle stare in mutande e reggiseno, con 5 gradi, accanto a delle cassette da frutta incendiate.
Mi hanno sempre insegnato ad affrontare i problemi e sono delusa perche’ vivo in un Paese che non lo fa.

PS: Questo post e tanto nervosismo derivano dalle visite ambulatoriali affrontate negli ultimi tempi. Sara’ anche stato un caso… ma ogni volta c’erano minimo 10 giovani extracomunitarie per la 194. Meditiamo.

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AMT Genova: per gli utenti è facile viaggiare a scrocco

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by Una luglio 01, 2010 in Pippe e Marchette, Società
AMT Genova: per gli utenti è facile viaggiare a scrocco

autobus genova amt

Da Maggio non mi muovo più in motorino ma prendo i mezzi pubblici. Era dal 2007 che non ne usufruivo quotidianamente e devo ammettere che il servizio sia peggiorato. Gli autobus non sono sporchi, ma su alcune linee sono pochi e sempre pieni. Spesso saltano le corse negli orari di punta e muoversi per 2,5km può richiedere oltre 1 ora (sì, potrei andare a piedi, ma la salita mi ucciderebbe). I treni, invece, non hanno più l’aria condizionata (e pensare che nel 2006 avevo sempre in borsa un maglioncino per evitare il mal di gola costante), sono sporchi e poco puntuali.
Considerando questo quadro, la manovra che porterà a tagli di risorse nel trasporto pubblico cittadino rende il quadro allarmante. Ma qui mi permetto di fare due osservazioni.
Abbiamo una metropolitana alla quale chiunque, senza biglietto, può accedere. Probabilmente siamo gli unici al mondo. A riguardo leggete cosa scriveva qualche mese fa Elena, milanese in visita. Ultimamente ho preso spesso la metro per evitare il traffico e ho incontrato i controllori solo una volta, in orario di pausa pranzo, con la metro semivuota. Mettere i tornelli significa creare uno sbarramento ed evitare che la gente possa accedere senza biglietto o abbonamento. Una garanzia di introiti. I controllori potrebbero stare nei gabbiotti come a Londra o Parigi. Come mai questa cosa non è stata concepita? La prima volta che ho preso la metro non capivo come accedere ai binari perché mi aspettavo di trovare i tornelli!!!
Abbiamo, poi, commissionato tanti nuovi autobus ecologici. Belli, nulla da ridire, ma con pochi posti a sedere (e anche stare in piedi non è esattamente comodo). Perché nessuno ha pensato di far salire le persone solo davanti e di mettere una sola uscita in fondo? In tutti i posti in cui i mezzi di trasporto sono efficienti, si sale davanti, si esibisce la tessera (o il biglietto…), oppure si comunica al conducente di dover fare il biglietto in vettura. L’obliteratrice è sotto al naso del conducente. E’ letteralmente impossibile salire a scrocco. Perché da noi non si fa altrettato se poi i problemi sono di natura economica???
Ora mi direte che abbiamo fretta, che abbiamo pochi spazi, che il mezzo ci metterebbe una vita a fare tutto un percorso a ritmo di biglietti esibiti. Però, io lo ammetto: preferirei alzarmi 20 minuti prima al mattino e sapere che vivo in una città in cui le cose funzionano perché vengono fatte con criterio. Tra l’altro ho il sospetto che se tutti pagassero gli aumenti sarebbero meno incisivi sul nostro povero budget.
Non faccio le cose facili, parlo di cose che ho visto altrove, parlo quindi di cose che probabilmente sono realizzabili.
Vorrei, ogni volta che prendo un autobus, salire a bordo, salutare il conducente, esibire la tessera e andare a sedermi. Sarebbe un servizio più a misura d’uomo, non svalutiamo i rapporti umani per la fretta… Invece no: salgo sull’autobus spintonata da tutte le parti, spintonando a mia volta mi cerco uno spazio per respirare e il conducente ha sempre la faccia scazzata di chi vorrebbe essere altrove.
Cara AMT, pensaci bene… io, nel frattempo, ti darò la mia fiducia con un abbonamento annuale dal prossimo mese (aspettavo la quattordicesima!).

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Genoa, gradinata sud e derby

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by Una aprile 07, 2010 in Pippe e Marchette, Società
Genoa, gradinata sud e derby

GenoaLa squadra non si contesta mai. Me lo ricordo fin dagli anni ’90… quando andavo allo stadio con amici e compagni di scuola. La Nord al tempo contestava la (vecchia) dirigenza. Erano i tempi dello sciopero del tifo, quando nessuno cantava e tutti stavano nel terzo anello. Qualcuno urlava “Ruotolo hai i piedi a banana!”, Nappi ci esaltava col suo modo di fare bizzarro… eravamo abituati e pronti a tutto. Anche a trasferte assurde con squadre particolarmente infelici.
Non ricordo persone che andassero dietro alla porta ad insultare i giocatori, eppure di capre ce n’erano! Anche al campo di Pegli non mancavano mai spettatori e curiosi.
Quest’anno abbiamo vissuto fasi alterne, con giocatori che si sono rotti dopo poche partite ed altri che non riescono o non sono riusciti ad interpretare lo schema di Gasperini. Fatic, sabato scorso, mi sembrava terrorizzato.

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Macho macho man!

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by Una febbraio 15, 2010 in Società

Ci tenevo a dirlo. Il palestrato medio è la versione maschile dalla bionda. No, non la bionda beato chi ti sfonda… parlo dell’altra bionda.
Ne ho beccato uno penediplatino… faceva cardio come una scolaretta urlando ai quattro venti cose assurde e controllando bene che tutti lo ascoltassero. Roba da chiodi. Ha pure dovuto sottolineare che sua moglie era più vecchia di lui.
Poi c’è quello che usa le macchine come fossero il peggior nemico: pestano, pestano, schiacciano e a volte rompono. Hanno muscoli francamente ridicoli. Sembrano ripieni di palloncini. Esteticamente, così farciti, sono brutti… ma si sentono infinitamente uomini.
Dulcis in fundo c’è quello che alza un peso e si guarda il muscolo allo specchio (lo farà crescere con la forza del pensiero?). Poi si gira di qualche grado e si riguarda (boh, magari si vede meglio, il muscolo). Poi guarda se altri lo guardano (ah, be’!). Belìn, che fatica la palestra!

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I bamboccioni e i 500 euro

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by Una gennaio 27, 2010 in Politica, Società
I bamboccioni e i 500 euro

mutuoArrivo un po’ in ritardo sull’argomento perché nei giorni scorsi non ho avuto proprio tempo… ma questa storia dei 500 euro ai bamboccioni, io non l’ho capita. E ho capito ancora meno il discorso che 500 euro non basterebbero. Senza andare a scavare sul discorso pensioni, questa sparata è vergognosa!
Iniziate ad obbligare le banche a concedere mutui anche ai precari così da permetter loro di investire lo stipendio in pochi metri quadrati, invece di cacciarlo via in un affitto. Altrimenti a breve solo i ricchi potranno permettersi un tetto, a spese del papi.
Impedite ai datori di lavoro di reintegrare i pensionati come consulenti se già godono di un certo reddito o limitatene l’orario. Liberate le sedie!
Questo è un Paese maleducato, viziato ed ignorante, comandato per lo più da arroganti che non hanno la minima idea di come si viva (beati loro che non hanno questo problema!). Ma tanto nessuno se ne accorge e dopo un click al telecomando, qualche paio di tette e un po’ di culi siamo tutti felici. E costa solo 30 centesimi al giorno.

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Genova come Londra e Parigi: Belt

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by Una dicembre 16, 2009 in Società
Genova come Londra e Parigi: Belt

AMT-GenovaQuesta città di vecchietti si munirà, con il resto della Liguria di una carta per i trasporti. Sì, una di quelle carte tipo bancomat, con nome, cognome e faccia dell’utente stampati sopra… Ma ve li immaginate i mugugni che partiranno da febbraio 2010? Eh sì, perché gli abbonati annuali che rinnoveranno a partire da febbraio si troveranno nelle mani questo simpatico futuristico (per noi, che alla tecnologia non siamo poi molto avvezzi) oggetto.
Prima o poi dovremo farci tutti il callo, perché da non si sa bene quando nel 2011… anche i biglietti spariranno per cedere il passo alla card. Cari miei, forse è finita l’era dell’autobus a scrocco per i furbetti e devo dire che era ora!!!
Mi spiace solo per tutti gli anziani che dovranno loro malgrado scendere a compromessi, anche quelli che io il bancomat non so cosa sia.
Il servizio si chiama Belt e sarà valido per pagare anche altri gingilli, come il car sharing e il bike sharing. Utile!

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