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Charles Simmons – Acqua di mare

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by Una settembre 22, 2011 in Guide e Recensioni

Nell’estate del 1963 io mi innamorai e mio padre morì annegato.
In una singola frase è il sunto di un libro, l’incipit.
Michael, 15 anni, un cane ed una famiglia come tante, si innamora di Zina, 20 anni, un cane ed una madre attraente. Lei, fotografa con un forte potenziale, lo seduce con disinvolta naturalezza, con un linguaggio del corpo che appare fresco e denso di femminilità al contempo.
A disturbare Michael c’è Melissa, ragazzina amante della poesia, amica di famiglia e di lui innamorata da tempo.

La responsabilità incomincia nei sogni.

Tutti i protagonisti rincorrono amori impossibili o improbabili. Sognano e si feriscono. Soffrono e si inseguono, questo fino al tragico epilogo che porterà ogni tassello ad una piatta e comoda normalità.

Cit. 1, pag. 56
“Cosa faresti se ti dicessi che ti amo?”
“Beh, Misha, ma io non sono un uomo. Una donna deve amare un uomo prima di fare l’amore con lui. Questo è il suo sacro impegno.”
“Beh, io ti amo”
“Forse sì e forse no. Ti metterò alla prova”
[...]
“Ti bacerò sugli occhi, ma tu devi tenerli aperti”
“Mi bacerai proprio sugli occhi?”
“Sì, e se non riesci a tenerli aperti vuol dire che non mi ami.”
“Posso farcela”
[...]
Mi sfiorò un occhio con la punta della lingua. Poi me li lasciò chiudere per un attimo. Poi sfiorò l’altro occhio. Le lacrime mi scesero sul viso.
“Stai piangendo veramente” disse
“Perché ti amo veramente” dissi io.

Cit. 2, pag. 111
“[...] Tu pensi ancora che nell’amore ci sia del peccato. E se senti che c’è, allora c’è davvero. Inoltre pensi che Zina sia già andata a letto con altri uomini, e tu non vuoi essere come gli altri. Tu sei diverso, il tuo amore è diverso… “

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Nazim Hikmet – Poesie d’Amore

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by Una aprile 25, 2011 in Guide e Recensioni

More about Poesie d'amore

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto.
- 1942

Una raccolta meravigliosa, che tiene traccia di un’evoluzione stilistica e moral-sentimentale. C’e’ tutta la turbolenza psicologica dell’esiliato, osteggiato in patria ma osannato ovunque altrove.
Da tenere sulla tavola della cucina… come lettura che accompagni la colazione. Io l’ho letto cosi’: tra fette biscottate e marmellata. Ci sono parole che ti restano sullo stomaco, parole che sai ti accompagneranno per sempre.

Alcune delle mie preferite:

1947

Ho sognato della mia bella
m’è apparsa sopra i rami
passava sopra la luna
tra una nuvola e l’altra
andava e io la seguivo
mi fermavo e lei si fermava
la guardavo e lei mi guardava
e tutto è finito qui.

1948

Anima mia
chiudi gli occhi
piano piano
e come s’affonda nell’acqua
immergiti nel sonno
nuda e vestita di bianco
il più bello dei sogni
ti accoglierà

anima mia
chiudi gli occhi
piano piano
abbandonati come nell’arco delle mie braccia
nel tuo sonno non dimenticarmi
chiudi gli occhi pian piano
i tuoi occhi marroni
dove brucia una fiamma verde
anima mia.

1948

In questa notte d’autunno
sono pieno delle tue parole
parole eterne come il tempo
come la materia
parole pesanti come la mano
scintillanti come le stelle.
Dalla tua testa dalla tua carne
dal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te
le tue parole, madre
le tue parole, amore
le tue parole, amica.
Erano tristi, amare
erano allegre, piene di speranza
erano coraggiose, eroiche
le tue parole
erano uomini

1948

I giorni sono sempre più brevi
le piogge cominceranno.
La mia porta, spalancata, ti ha atteso.
Perchè hai tardato tanto?

Sul mio tavolo, dei peperoni verdi, del sale, del pane.
Il vino che avevo conservato nella brocca
l’ho bevuto a metà, da solo, aspettando.
Perchè hai tradato tanto?

Ma ecco sui rami, maturi, profondi
dei frutti carichi di miele.
Stavano per cadere senza essere colti
se tu avessi tardato ancora un poco.

1948

I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
che tu venga all’ospedale o in prigione
nei tuoi occhi porti sempre il sole.
I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
questa fine di maggio, dalle parti d’Antalya,
sono così, le spighe, di primo mattino;
i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
quante volte hanno pianto davanti a me
son rimasti tutti nudi, i tuoi occhi,
nudi e immensi come gli occhi di un bimbo
ma non un giorno han perso il loro sole;
i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
che s’illanguidiscano un poco, i tuoi occhi
gioiosi, immensamente intelligenti, perfetti:
allora saprò far echeggiare il mondo
del mio amore.
I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
così sono d’autunno i castagneti di Bursa
le foglie dopo la pioggia
e in ogni stagione e ad ogni ora, Istanbul.
I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
verrà un giorno, mia rosa, verrà un giorno
che gli uomini si guarderanno l’un l’altro
fraternamente
con i tuoi occhi, amor mio,
si guarderanno con i tuoi occhi.

1949
Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
sei la mia carne che brucia
come la nuda carne delle notti d’estate
sei la mia patria
tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi
tu, alta e vittoriosa
sei la mia nostalgia
di saperti inaccessibile
nel momento stesso
in cui ti afferro.

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Louis Vuitton Speedy – riconoscere un falso

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by Una ottobre 17, 2010 in Guide e Recensioni
Louis Vuitton Speedy - riconoscere un falso

Facendo ricerche su internet avrete trovato tanti elenchi di elementi che permettono di distinguere un originale da un falso. Ho fatto qualche prova monitorando ebay e in 2 settimane non ho visto neppure una borsa originale. Neppure una. Ultimamente stanno girando dei falsi perfetti, perfino dei falsi invecchiati.
Un tempo era possibile distinguere una speedy vintage originale da una falsa perche’ solo i manici erano in pelle mentre i bordini del corpo borsa erano in plastica… questo faceva si’ che solo i manici invecchiassero cambiando colore, mentre i bordini restavano chiari (o al limite si sporcavano). Ci sono ancora speedy false di questo tipo su ebay.
Ora, pero’, girano falsi perfetti come quello qui sotto:
louis vuitton speedy falsa

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Vita bassa e tacchi a spillo – Polly Williams

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by Una luglio 19, 2010 in Guide e Recensioni
Vita bassa e tacchi a spillo – Polly Williams

Una lettura poco impegnativa, per trovare sfogo e leggerezza almeno nei libri.
Amy ha 31 anni, ha una bimba di pochi mesi e non si cura ormai da parecchio tempo. Ha un compagno di nome Joe Costello, col quale ha sicuramente avuto momenti migliori. Un giorno riceve un sms e si presenta ad un appuntamento, poi riceve un nuovo sms di disdetta quando ormai è troppo tardi: lei è già lì e vede tutto.
L’aridità di cui Amy s’è circondata trova la massima espressione nelle frequentazioni: neomamme della Londra bene e neomamme figadilegno. In un mondo confuso, con un gran bisogno di riscatto fisico e morale, Amy cercherà di ritrovare se stessa ma riuscirà solo a scimmiottare un’amica, il suo contrario, quella che ostenta sicurezza ed irradia di bellezza tutto ciò che la circonda, salvo poi scoprire che fonte di tale luce erano le pastiglie di prozac.
Sul punto di perdere tutto, Amy dovrà lottare vivamente per ricostruire la sua indipendenza e per ritrovare Joe, l’uomo della sua vita.

Ho letto che l’autrice ha scritto pagine più felici, ma questa è un’opera prima, quindi voglio giudicarla per quello che è. Avevo bisogno di leggere un libro così. Così coinvolgente nel modo più femminile e irrazionale possibile. Un libro inutile che mi ha distratto a dovere. Visto il periodo, ne seguiranno sicuramente altri, magari in inglese in modo da unire l’utile al dilettevole.

Vita bassa e tacchi a spillo
Listino: € 11,00
Editore: Piemme
Collana: Bestseller
Data uscita: 22/04/2008
Pagine: 411
EAN: 9788838499487

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L’animale morente (Philip Roth)

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by Una aprile 01, 2010 in Guide e Recensioni
L'animale morente (Philip Roth)

Suonavo Beethoven e mi masturbavo. Suonavo Mozart
e mi masturbavo. Suonavo Haydn, Schumann, Schubert,
e mi masturbavo con la sua immagine davanti agli
occhi. (cit.)

David Kapesh e’ docente di Practical Criticism.
Da giovane ha vissuto la rivoluzione ideologica degli anni sessanta, la cui liberta’ sessuale ha coinciso col fallimento del matrimonio e, con esso, del suo ruolo di padre e di modello (cit.:”Di Kenny io sono il padre Karamazov, la forza ignobile e mostruosa dalla quale lui, santo dell’amore, uomo che deve sempre comportarsi bene, si sente offeso e verso la quale nutre sentimenti parricidi, come se, da solo, fosse tutti i fratelli Karamazov“).
Forte del fascino dovuto al suo ruolo (oltre ad essere docente e’ anche un noto volto televisivo), David non fatica a trovare donne disposte a fare qualsiasi cosa per lui. Le sue studentesse, soprattutto. Ed e’ proprio durante le sue lezioni che David incontra Consuela, musa di queste pagine, tormento di notti insonni. Lei 24 anni, sinuosa, sensuale. Lui 62 anni. L’ossessione arriva in crescendo e tocca il suo culmine nella gelosia e nel paradosso.

Un’altra citazione.

Un anno la mia studentessa più divertente fu come la capretta della favola che va a nascondersi nella pendola. Alle due del mattino buttai fuori l’ultimo, e mentre ci stavamo salutando scoprii che mancava una ragazza. Dissi: «Dov’è il clown del nostro corso, la figlia di Prospero?»
«Oh, credo che Miranda sia andata via», disse qualcuno.
Rientrai in casa per rimettere un po’ in ordine l’appartamento e al piano di sopra sentii una porta che si chiudeva.
La porta di un bagno. E Miranda scese le scale, ridendo, un po’ imbambolata da una specie di radioso abbandono – non avevo mai notato, fino a quel momento, che fosse così carina -, e disse: «Non sono stata brava? Mi sono nascosta nel bagno al piano di sopra, e ora andrò a letto con lei.»

Un cosino, forse un metro e cinquantacinque di statura; e si tolse il pullover e mi mostrò le tette, rivelando il busto adolescente di una vergine balthusiana incipientemente trasgressiva; e andammo a letto insieme, certo.

Un libro che mi ha fatto impazzire, nonostante non sia un capolavoro di Roth.

Titolo: L’ animale morente
Autore: Roth Philip
Prezzo: € 8,50
Dati: 2005, 113 p., brossura
Traduttore: Mantovani V.
Editore: Einaudi (collana Super ET)

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Italian & Japanese Dining – Genova

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by Una marzo 18, 2010 in Guide e Recensioni

Se vi piace la cucina giapponese, dovete assolutamente provare il ristorante Italian & Japanese Dining. Si trova in via Fiasella, in pieno centro. I gestori sono veri giapponesi, della prefettura di Chiba.
Sedersi, leggere il menu, ordinare, guardarsi attorno, ascoltare musica. E’ un’esperienza quasi mistica che ci ha riportati dritti dritti a Nara, in un piccolo ristorantino in cui si mangiava al bancone, dove un anziano signore cucinava il nostro pranzo e la figlia si preoccupava che tutto fosse in ordine e pulito. Non è trascorso neppure un anno dal nostro viaggio in Giappone e ieri sera ci è venuta una voglia matta di tornare. Ma non divaghiamo.
Il ristorante è piccolo ed intimo. Il menu è molto vario. Questo è un vero ristorante giapponese, dimenticatevi quindi la ridondanza di sushi e di sashimi e gustatevi quello che nessuno vi ha fino ad ora proposto. Portateci anche mamma e papà, gli stessi che magari storcevano il naso nel sentire che avreste mangiato pesce crudo.
In tutto abbiamo provato quattro piatti, due a testa:
- Misoshiru: la classica zuppa di miso. Non era bollente, ma alla temperatura giusta per poterne apprezzare il sapore.
- Yakitori: sono gli spiedini giapponesi. Buonissimi, morbidissimi, gustosi. Molto più delicati di quelli che avevamo mangiato a Kyoto.
- Okonomiyaki: è una frittata cotta su una apposita griglia. Una vera delizia della cucina di Osaka (non l’avevamo provata perché là la preparano con gli ingredienti scelti dal cliente… e noi, al nostro terzo giorno, eravamo ancora un po’ spaesati). Se ricordate il cartone Kiss me Licia (愛してナイト, Aishite Naito)… lo zio Marrabbio gestiva proprio un okonomiyaki-ya e preparava queste delizie!
Tornando alla mia (o al mio?) okonomiyaki, aveva un sapore fantastico. Tipo le nostre frittelle di bianchetti in pastella con in più cavolo e moscardini (di sicuro c’era anche altro, ma non conoscendo la ricetta mi limito a descrivere quello che ho visto/gustato). Sopra c’erano la maionese e la tipica salsa saporitissima.
- Sashimi mix: 5 pezzi di salmone e 4 di tonno. Fette grandi e tagliate spesse. C’erano anche due quadratini di tamagoyaki (frittatina). Siamo caduti sul solito pesce crudo… ma quello tagliato (spesso) come in Giappone ci mancava tanto!
La prossima volta voglio provare gli onigiri, magari li fanno con l’umeboshi (prugna giapponese conservata nel sale… ha un sapore molto forte, tanto che la prima volta non mi era piaciuto ma poi me ne sono letteralmente innamorata). Un’altra cosa che mi manca molto è il famoso gelato al te verde… mi piaceva talmente tanto che l’ho mangiato perfino a colazione!

Italian & Japanese Dining

via Domenico Fiasella, 70r
Genova – GE
010 4077269; 345 2671596
Orari d’apertura: 12.00 / 15.00 – 19.00 / 22.30 (orario di chiusura della cucina)
Chiuso: Lunedì pranzo, Lunedì cena, Domenica pranzo

Il prezzi sono buoni (abbiamo speso poco più di 30 euro inclusa una Kirin da 50cl e siamo usciti sazi), pensate poi che i piatti sono tutti preparati con amore… e si sente.
Questo locale propone cucina italiana a mezzogiorno e giapponese esclusivamente la sera. Ma non disperate… dal primo di Aprile diventerà giapponese anche a pranzo!

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