Questa città di vecchietti si munirà, con il resto della Liguria di una carta per i trasporti. Sì, una di quelle carte tipo bancomat, con nome, cognome e faccia dell’utente stampati sopra… Ma ve li immaginate i mugugni che partiranno da febbraio 2010? Eh sì, perché gli abbonati annuali che rinnoveranno a partire da febbraio si troveranno nelle mani questo simpatico futuristico (per noi, che alla tecnologia non siamo poi molto avvezzi) oggetto.
Prima o poi dovremo farci tutti il callo, perché da non si sa bene quando nel 2011… anche i biglietti spariranno per cedere il passo alla card. Cari miei, forse è finita l’era dell’autobus a scrocco per i furbetti e devo dire che era ora!!!
Mi spiace solo per tutti gli anziani che dovranno loro malgrado scendere a compromessi, anche quelli che io il bancomat non so cosa sia.
Il servizio si chiama Belt e sarà valido per pagare anche altri gingilli, come il car sharing e il bike sharing. Utile!
Author Archives: Una
Nexus One, il Google Phone
Nexus One è il nome ufficiale del Google Phone. C’è poco da dire a riguardo, in quanto si attendono ulteriori conferme e dettagli. Il sistema operativo sul quale girerà è Android 2.1, fatto in casa Google. Caratteristiche intriganti: UMTS, WI-FI e fotocamera da 5megapixel (al di là delle manie di celopixelismo, bisognerà vedere la qualità).
Esteticamente mi sembra proprio brutto, o per lo meno nulla di rivoluzionario… neppure il colore mi piace, quel grigio triste fa tanto vecchio palmare. L’interfaccia? Magari non è ufficialmente quella… E le applicazioni? Si facciano avanti i programmatori, sarà un territorio tutto da testare, no?
Intanto colleziono soldi per procacciarmi un HTC Hero, bianco, un google phone prima del google phone.
L’ansia dei regali di Natale
Detesto crearmi ansie gratuite, e detesto sopratutto l’ansia da regali. Detesto tutto lo spreco che ruota attorno al Natale, e cerco sempre di lanciare chiari messaggi su quelli che dovrebbero essere i doni a me destinati: cose di cui io abbia veramente bisogno o che siano utili in casa.
Il regalo perfetto per i “genitori” era per me un pranzo al ristorante che riunisse la famiglia e facesse tutti felici. Se è vero che andare a mangiare fuori rappresenta un lusso (e quindi potrebbe apparire uno spreco, una cosa inutile) è altrettanto vero che i pranzi di festa in casa si rivelano uno spreco di risorse. Si preparano cose in quantità, neppure ci fosse a tavola un esercito in rientro dalla tre giorni di sopravvivenza, col risulato di avere poi un frigorifero che vomita piatti da riscaldare per giorni e giorni. Tutto questo non mi piace. La totale assenza di misura mi disturba. Tutto sommato mi pare sia meglio spendere di più ma consumare tutto e subito, senza lasciare quella sensazione di spreco che mi assale quando devo sparecchiare la tavola.
Per tradizione, il pranzo di Natale si fa da me. Ognuno porta qualcosa. Si parte dall’aperitivo, con tartine e tramezzini. Quindi l’antipasto… con almeno 4-5 portate. Un primo. Due secondi con due contorni e quindi il dolce, il panettone e la frutta (compresa l’immancabile secca). Il problema è che quando ognuno porta qualcosa prepara per un tot numero di persone e perde il senso del peso della portata nell’insieme del pranzo. Di qui lo spreco, enorme.
Comunque, questo Natale, tutti i regali saranno rigorosamente made in Italy. Sosteniamo le buone tradizioni italiane! Per la mamma un bel grembiule ricamato a mano. Per il papà del buon vino di Ovada. Per la coppia una sorpresa da vivere insieme. Per gli amici non ho ancora deciso, ma sempre di artigianato si tratterà. E voi, avete già deciso?
Google dovrebbe pagare i giornali?
Interessante intervento di Carlo De Benedetti sul First click free e sul fenomeno Google in generale. Deve essere veramente considerata una vittoria la possibilità di accedere gratuitamente a cinque contenuti al giorno? Quale sarà il prossimo passo del colosso della ricerca su internet? Si potrà porre un freno a questa incalzante egemonia di risorse in rete?
Il quadro si allontana molto dall’entusiasmo dell’utente, presentando problematiche e perplessità proprie di chi vive di editoria (tradizionale). Da leggere.
La tradizione del Presepe a Genova
A Genova il presepe viene fatto l’8 Dicembre, così vuole la tradizione. Tutti gli anni le famiglie rispolverano dalle cantine l’albero e le statuine e addobbano secondo il proprio personalissimo gusto la casa, i balconi, le finestre e la porta d’ingresso.
Negli ultimi anni le strade pullulano di luci e di vetrine ad hoc fin dai primissimi giorni di Novembre… e questo a mio avviso rovina un po’ l’intimo fascino della preparazione, anticipando decisamente troppo i tempi.
Per immergersi meglio nell’atmosfera, consiglio a tutti i concittadini, estendendo ai liguri e alle zone limitrofe, di andare a sbirciare questo ricco calendario.
Consiglio anche di andare a visitare il meraviglioso presepe del Santuario della Madonnetta (particolare in foto), sopra San Nicola, comodamente raggiungibile con la funicolare Zecca-Righi. Le sue statuine risalgono a 1700 e sono opera di artigiani (ma sarebbe meglio definirli artisti) tra i quali spicca il nome di Maragliano.
Spatuzza, i giornali e la retorica
Ogni volta che in Italia succede qualcosa di clamoroso c’è di che vergognarsi. Si crea un vespaio sulla carta che in poche ore fa il giro del mondo regalandoci fama imperitura. La cosa che più mi turba è leggere i commenti alle notizie dei giornali esteri.
- The Independent: Italy has an amazing history, fantastic sights and great food, its just a shame about the politics. (n.d.r.: questo sembra il cugino di Rutelli, diciamocelo).
Italy is the only major country in the EU that allows itself to be led by a corrupt, ageing Lothario who controls half the countrys media and has displayed contempt for proper judicial process.
Please get rid of him. He’s earnt you the reputation of being the banana republic of the EU.
- The Times: Berlusconi isn’t fit to be in the office he is in, and change for the better needs to happen. Too many scandals, and simply trying to brainwash people with ridiculously dated claims of communist subversives is laughable. Maybe change will be painful for some, but Italy deserves better than this.
Ma sapete qual è a mio avviso il problema? Ebbene, mentre noi giochiamo con la retorica, all’estero sparano certe fucilate a senso unico che ci rendono ridicoli agli occhi di tutti i lettori. Forse dovremmo rivedere il modo di fare informazione, perché così facciamo solo notizia.
Italia: pizza, mandolino e mafia (la prima volta l’ho sentito dire ad un greco quando avevo 15 anni e sono rimasta un po’ traumatizzata). Tutti quando vanno all’estero si portano appresso una certa dignità. Noi riusciamo solo a farci fare delle lezioni. E se iniziassimo con l’impararne qualcuna? Se importassimo dei modelli funzionanti?