Archive for febbraio, 2010

Emanuele, Elio, Sanremo e l’Italia

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by Una febbraio 26, 2010 in Musica

La provvidenza ha fatto sì che non potessi assistere alla finale di Sanremo. Ero rimasta alla prima puntata, decisamente soddisfatta per certe eliminazioni. Signori miei, vedere certe recite fa male.. Intendiamoci, Italia amore mio sarebbe anche una canzone orecchiabile… cantata da noi poveri sfigati che vediamo il nostro paese andare a bagasce.

Più vedo questo video e più mi viene da vomitare. Soprattutto dopo che questa simpatica gente ha avuto il coraggio di chiedere un risarcimento per danni morali per l’esilio (sì, non venitemi a dire che i soldi sarebbero stati utilizzati a fin di bene… mi sembra la storia del superenalotto per devolvere l’eventuale premio ad Haiti).
Poverino, lui non poteva tornare e non aveva fatto niente. A qualcuno è andata ben peggio e dubito – considerata l’età – avesse fatto qualcosa. Paghiamo per i nostri padri ogni giorno (in fondo si va a scavare nel passato per poter esercitare numerose prefessioni).
Questo teatrino è atroce. Dovremmo forse compatirlo?
Per fortuna però ci si può tirare su con Elio, solito genio (che non è andato troppo sul sottile).

Meno male che c’era Cristicchi.

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A zonzo per Malaga & friend

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by Una febbraio 17, 2010 in Giringiro

Come avevo anticipato, a breve raggiungero’ una persona a Malaga. L’idea di partire da sola non mi dispiace. Potro’ muovermi secondo i miei ritmi (e so gia’ che tornero’ stanca morta). Non ho chiarissimo in testa quello che faro’, perche’ questa volta non ho comprato nessuna guida. Dopo aver considerato per benino il prezzo, penso mi armero’ della card che include ingresso nei principali musei, bus e guida turistica (le colleziono, per cui almeno una in loco dovro’ procacciarmela).

Elenco di cose da vedere:

Qui c’e’ la lista dei ristoranti. Pare che El Tintero meriti parecchio.
Già che ci sono mi sparo anche la lista di piatti tipici (perché poi questa pagina la stampo e la infilo in valigia).

  • Revuelto de Esparragos – omelette di asparagi (contiene aglio)
  • Gambas al Pil Pil – gamberi o gamberetti preparati con aglio, prezzemolo, paprica, olio e sale
  • Albondigas de Pescado – polpette di pesce
  • Espetos de Sardinas – sarde arrostite su brace a fiamma viva (servite per lo più nei locali sul lungomare)
  • Fritura Malagueña – fritto misto di pesce
  • Boquerones – acciughe. Si possono gustare fritte o marinate crude
  • Pipirrana – tonno con pomodori, peperoni rossi, peperoni verdi e cipolla (una roba leggera)
  • Ensalada Malagueña – baccalà, patate, olive (fin qui mi sembra molto familiare), uova sode, arance, prezzemolo
  • Gazpachuelo Malagueño – pappa al pomodoro con aceto (contiene pesce, patate e maionese)
  • Sopa de Ajos e Ajoblanco – zuppa di aglio, contro i vampiri…
  • Salmorejo – gazpacho molto denso
  • Porra Antequerana – gazpacho senza acqua
  • Gazpacho – credo si spieghi da solo
  • Sì, mi è venuta una fame porca… a parte per l’aglio che potrebbe essere deleterio.

    Poiche’ la sfiga mi perseguita… ovviamente per ora le previsioni danno pioggia…

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Macho macho man!

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by Una febbraio 15, 2010 in Società

Ci tenevo a dirlo. Il palestrato medio è la versione maschile dalla bionda. No, non la bionda beato chi ti sfonda… parlo dell’altra bionda.
Ne ho beccato uno penediplatino… faceva cardio come una scolaretta urlando ai quattro venti cose assurde e controllando bene che tutti lo ascoltassero. Roba da chiodi. Ha pure dovuto sottolineare che sua moglie era più vecchia di lui.
Poi c’è quello che usa le macchine come fossero il peggior nemico: pestano, pestano, schiacciano e a volte rompono. Hanno muscoli francamente ridicoli. Sembrano ripieni di palloncini. Esteticamente, così farciti, sono brutti… ma si sentono infinitamente uomini.
Dulcis in fundo c’è quello che alza un peso e si guarda il muscolo allo specchio (lo farà crescere con la forza del pensiero?). Poi si gira di qualche grado e si riguarda (boh, magari si vede meglio, il muscolo). Poi guarda se altri lo guardano (ah, be’!). Belìn, che fatica la palestra!

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Ricordi dal passato: sul treno

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by Una febbraio 13, 2010 in Pippe e Marchette
Ricordi dal passato: sul treno

Era il 1999 ed ero su un treno che mi avrebbe portato a lezione. Al tempo frequentavo il corso di Filosofia del Diritto. Prendevo il treno tutti i giorni e mi divertivo ad osservare le persone attorno a me. Quel giorno, invece, avevo tra le mani un libro. Ero seduta accanto ad un ragazzo delle superiori, più giovane di me, con uno zaino stracolmo di testi scolastici. Stava studiando matematica ed ogni tanto buttava un occhio sulle mie pagine (cosa che per altro, ancora oggi, mi infastidirebbe da morire). L’avrei strangolato!

Ero in procinto di scendere quando il ragazzo in questione mi è corso incontro, mi la mollato un libro in mano ed è letteralmente sparito, il tutto alla velocità del suono. Quello che avevo per le mani era un libricino di appena 32 pagine: Quaranta frammenti per Monica, di Carlo Molinaro. Il primo istinto è stato quello di iniziare a sfogliarlo. Sulla prima pagina c’erano un nome ed un numero di telefono. Francesco 347…
Ora io non saprei spiegare bene quello che ho provato. Non ho la minima idea di cosa abbia pensato questo ragazzo, di quali siano state le aspettative nascoste in quel gesto. Ovviamente, non l’ho mai chiamato. Non gli ho neppure inviato un messaggio per ringraziarlo, perché quei frammenti erano meravigliosi e, avvolti di quel piccolo mistero, forse lo erano anche di più. Non ho saputo rispondere ad un gesto che non avrei mai fatto. E poi la chimica. Zerochimica. Con questo non voglio dire che se fosse stato un altro sarei corsa a cercarlo, ma magari il tutto mi avrebbe messo meno ansia e lo ricorderei con un po’ piu’ di pathos.
Insomma, se siete apparentemente inquietanti… evitare di regalare un libro che parla di una ragazza morta allegando nome e numero di telefono alla prima che passa. Che’ poi una non puo’ neppure toccarsi le palle.

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Pingusto Wok – Genova

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by Una febbraio 09, 2010 in Guide e Recensioni
Pingusto Wok - Genova

Finalmente sono riuscita a provare il Pingusto Wok di Genova. Si mangia tutto a volontà spendendo 8 euro a pranzo e 18 euro a cena (update: all’11 aprile i prezzi sono aumentati di 1 euro a pranzo e di 2 euro a cena - fonte: sito pingusto). Le bevande sono escluse. Accettano i ticket.
Il locale è decisamente carino, l’atmosfera non saprei (al piano di sopra è sicuramente più intimo ma ci sono degli svantaggi). In pratica ci si siede, si ordina da bere e poi si parte alla carica. Si mangia di tutto ma sono andata per la mia dipendenza da pesce crudo ed ho assaggiato solo quello. Il sashimi era delizioso. Lo zenzero è quello dolce che mangiavo in Giappone (evviva!). Il sushi aveva il riso condito in maniera insolita, sicuramente più vicino a quello giapponese che non alle versioni occidentalizzate che si trovano comunemente in giro. Tutto molto buono, vario, fresco. Camerieri sorridenti, incredibile!

Ora, come accennavo all’inzio, il piano di sopra è più intimo, ma il self-service propone molte meno opzioni, per cui occorre scendere (cosa non molto comoda, a pranzo era un viavai fastidioso e ancor meno mi piaceva disturbare i miei vicini di tavolo per andare a fare il bis). Al piano di sotto, invece, è tutto a portata di mano ma c’è un gran casino.
E’ sicuramente l’ideale per una cenetta tra amici… in un ambiente poco formale ma carino e, bisogna dirlo, accontenta tutti: piatti alla piastra, pesce crudo, primi, verdura, frutta, dolce… difficilmente qualcuno resterà deluso.

Ristorante PIN GUSTO Sushi – Wok
Corso Torino 28r, Genova
Tel. 010.86.09.763
Aperto tutti i giorni, a pranzo e a cena

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Come e perché è cambiato il tempo

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by Una febbraio 08, 2010 in Pippe e Marchette

Mi riallaccio al post di Mitì, per soffermarmi sull’argomento in maniera personale e in un certo senso più ampia. Da quando ho iniziato a lavorare i miei blog hanno perso sicuramente fascino. Leggo meno, vivo di meno. E’ una triste realtà. Anche tenere aggiornato questo blog comporta qualche rinuncia… ma non riesco a fare a meno di raccontarmi, di condividere esperienze anche quando nessuno commenta. Era bello il blog da 300 accessi al giorno con tanti confronti, ma è anche bello un piccolo spazio nel quale specchiarsi.
Se rileggo i post e mi soffermo sulle date… mi ricordo di come ero nel momento in cui scrivevo e davvero mi sembra trascorso molto tempo. Se ripenso invece a cose che mi sono capitate in quel periodo, mi pare di averle appena vissute. Mi sembra per esempio di aver lasciato la casa dei miei genitori da poco, quando sono trascorsi più di tre anni.
Credo che questa incapacità di misurare il tempo in maniera oggettiva sia una caratteristica tipica dell’uomo, perché l’uomo si lascia trasportare dalle sensazioni e il tempo non può essere disgiunto da queste.
I social network sminuiscono in un certo senso il tempo, in quanto in pochi secondi si è in grado di fissare un momento… che nel contesto di una giornata può avere una forte rilevanza… e a distanza di giorni, di anni, quelle poche parole risultano come granellini di polvere sospesi nell’aria. Alcuni hanno un senso, altri restano legati all’esigenza di comunicazione che si aveva in quel momento… e per questo, forse, risultano lontani e poco palpabili. Il tempo siamo noi, diceva qualcuno :)
Ora che lavoro, il tempo mi sembra tutto troppo uguale. E vola, inesorabilmente vola. Per fortuna c’è questo piccolo spazio, nel quale riesco a intrappolare attimi.

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