Se avete cercato o state cercando casa, conoscerete tutto a menadito. Cercare casa e’ un incubo, anzi no… trovare casa e’ un incubo, cercarla (ammesso che si abbia tempo) puo’ essere molto divertente e dare anche delle idee (io non mi perdo un numero di Attico cartaceo e poi sui vari siti trovo immagini di arredamenti che salvo se particolarmente piacevoli).
Ora, io sono alla ricerca di un appartamento posto in un piano possibilmente alto, di almeno 6 vani (non e’ un “almeno” esasperato, sei vani distribuiti come dio comanda vanno benissimo), con vista mare e con balconata o terrazzino anche piccolo (che ci stiano un tavolino e due sedie per bere una birretta refrigerante nelle calde sere d’estate).
“Vista mare”, a Genova (citta’ di mare, mi trovo costretta dagli eventi a sottolinearlo), dovrebbe essere un aspetto decisamente oggettivo: mi affaccio e c’e’ il mare (vicino o lontano non importa, basta che ci sia e che abbia un suo peso, altrimenti sarebbe una semplice “vista aperta”). Invece no. Per ora ho trovato solo case che negli annunci dovevano apparire come angoli di paradiso… la cui vista mare andava INVECE cercata, trovata e, quindi, ampiamente ricostruita attraverso l’immaginazione. Impagabile vista mare: una decina di palazzi di fronte ed uno spicchio di acqua che, binocolo al naso, vedreste un windsurf in giornata di morbida brezza attraversarlo in un nanosecondo. Impagabile, forse, significa che non la paghereste neppure 10 centesimi di dollaro di Hong Kong. Questo triste incidente si puo’ tentare di evitarlo con una telefonata pari ad un terzo grado all’immobiliarista (che, per mestiere, cerca di dire il meno possibile usando parole che vogliono dire tutto ed il suo contrario). Altra cosa, spesso il mare si vede solo da una stanza (e se qualcuno vi ha fatto il malocchio si trattera’ sicuramente del bagno) e tutto il resto da’ sul retro, magari su di un triste muro o su di una fitta ed incolta vegetazione (ora e’ inverno, ma guardate avanti… e vedrete mandrie di zanzare assatanate bussarvi al vetro e fare gestacci: in fondo hanno ragione loro, se vi scappa l’acquisto ce l’avete ampiamente nel culo).
Passiamo agli interni.
Se in passato avete gia’ affrontato il discorso acquisto+ristrutturazione, probabilmente ne sarete rimasti parzialmente traumatizzati. Per questo motivo sto cercando una casa che con una mano di bianco e la sostituzione dei sanitari possa devifinirsi abitabile.
Alcuni annunci puntano molto sulle finiture di lusso o pregio (o extralusso, ma questi non li prendo neppure in considerazione). Vorrei capire chi abbia inventato la logica per cui io dovrei pagare il lusso che altri hanno creato per se’ e del quale hanno gia’ goduto. Avevano forse messo in conto che, un giorno, un cretino li avrebbe risarciti? Carta e penna (calcolatrice opzionale), in caso di edificio non recente, facciamoci due conti per vedere quanto costa a m2 la zona e quanto si possa spendere per rimetterla a posto con buoni materiali non di lusso… scontiamo via l’imbiancatura, la tazza del water ed il bidet… e poi confrontiamo il prezzo proposto dal proprietario con quello che un comune mortale spenderebbe per vivere bene (si stanno facendo conti decisamente limitati, in quanto non si tiene conto di molti fattori che determinano l’oscillazione del prezzo: presenza di ascensore, condizioni esterne dell’edificio, vicinanza o meno da mezzi pubblici, presenza di negozi “di sopravvivenza”, facilita’ di posteggio…). Puo’ essere un calcolo utile (anche a capire se vivremo piu’ o meno comodamente).
Ci sono poi casi singolari in cui le finiture di lusso scompaiono magicamente! Il proprietario, infatti, dopo aver spacciato l’appartamento come l’ultima creazione di un misterioso architetto, smonta porte e cabine armadio e porta tutto nella casa nuova. In piu’, se ancora non vi sentite abbastanza presi per il culo, vi mette in conto, oltre alla casa, anche la cucina, perche’ e’ fatta su misura e non saprebbe dove mettersela (mentre voi avreste una soluzione su tutte: una cavita’ che non lasci adito ad interpretazioni).
Tutto questo nonostante abbia preso in considerazione annunci che partivano da cifre limite, cifre che potrebbero mettere in ginocchio per qualche anno… ma il nido e’ il nido ed un sacrificio, a patto che sia sensato, si e’ disposti a farlo. [Fine prima puntata]
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