Detesto crearmi ansie gratuite, e detesto sopratutto l’ansia da regali. Detesto tutto lo spreco che ruota attorno al Natale, e cerco sempre di lanciare chiari messaggi su quelli che dovrebbero essere i doni a me destinati: cose di cui io abbia veramente bisogno o che siano utili in casa.
Il regalo perfetto per i “genitori” era per me un pranzo al ristorante che riunisse la famiglia e facesse tutti felici. Se è vero che andare a mangiare fuori rappresenta un lusso (e quindi potrebbe apparire uno spreco, una cosa inutile) è altrettanto vero che i pranzi di festa in casa si rivelano uno spreco di risorse. Si preparano cose in quantità, neppure ci fosse a tavola un esercito in rientro dalla tre giorni di sopravvivenza, col risulato di avere poi un frigorifero che vomita piatti da riscaldare per giorni e giorni. Tutto questo non mi piace. La totale assenza di misura mi disturba. Tutto sommato mi pare sia meglio spendere di più ma consumare tutto e subito, senza lasciare quella sensazione di spreco che mi assale quando devo sparecchiare la tavola.
Per tradizione, il pranzo di Natale si fa da me. Ognuno porta qualcosa. Si parte dall’aperitivo, con tartine e tramezzini. Quindi l’antipasto… con almeno 4-5 portate. Un primo. Due secondi con due contorni e quindi il dolce, il panettone e la frutta (compresa l’immancabile secca). Il problema è che quando ognuno porta qualcosa prepara per un tot numero di persone e perde il senso del peso della portata nell’insieme del pranzo. Di qui lo spreco, enorme.
Comunque, questo Natale, tutti i regali saranno rigorosamente made in Italy. Sosteniamo le buone tradizioni italiane! Per la mamma un bel grembiule ricamato a mano. Per il papà del buon vino di Ovada. Per la coppia una sorpresa da vivere insieme. Per gli amici non ho ancora deciso, ma sempre di artigianato si tratterà. E voi, avete già deciso?


